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Pubblicato in Gazzetta n. 162 del 12 luglio 2019, il Decreto del Ministero dell’Interno del 2 luglio con oggetto:

Modifiche al decreto 28 febbraio 2014 in materia di regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l’esercizio delle strutture turistico-ricettive in aria aperta (campeggi, villaggi turistici, ecc.) con capacità ricettiva superiore a 400 persone.

La nuova regola tecnica sostituisce integralmente l’allegato al decreto del Ministro dell’interno del 28 febbraio 2014.

Il nuovo Decreto si applica a:
 unità abitative fisse non immediatamente mobili o non rapidamente smontabili (bungalowchaletcase mobili, ecc.);
– unità abitative immediatamente mobili o rapidamente smobilitabili (tendecaravancamper, ecc.).

Per le strutture in regola con gli adempimenti previsti dal Decreto del 28 febbraio 2014 ovvero che abbiano pianificato interventi di adeguamento alle disposizioni contenute nel citato decreto, il nuovo Decreto non comporta adempimenti.

La classificazione delle strutture viene effettuata sulla base della loro capacità ricettiva:
– tipo 1 con capacità fino a 400 persone (escluse dal nuovo Decreto);
– tipo 2 con capacità compresa tra 401 a 3.000 persone;
– tipo 3 con capacità superiore a 3.000 persone.

La regola tecnica è suddivisa in:
– attività di nuova costruzione (Capo I);
– attività esistenti (Capo II).

Le aree di insediamento delle strutture devono essere ubicate rispettando le:
– distanze di sicurezza dalla vegetazione;
– misure di accesso permanente all’area da parte dei veicoli dei servizi di emergenza e dei mezzi di soccorso;
– sistemazioni interne che devono essere effettuate in modo da limitare la propagazione degli incendi;
– caratteristiche costruttive;
– percorsi di emergenza.

Le misure di sicurezza che hanno lo scopo di impedire il generarsi dello scenario emergenziale potenziale e di definire le condizioni necessarie a gestire in modo adeguato la risposta all’evento avverso qualora questo abbia comunque a verificarsi, vengono distinte con riferimento a:
– organizzazione generale (raccordo con soggetti esternizone di sicurezza relativeservizio di sicurezza internoatlante di caratterizzazione antincendio a cura del responsabile dell’attività che deve anche tenere aggiornato il registro della sicurezza e predisporre il piano di emergenza);
– precauzioni finalizzate a minimizzare la presenza delle sorgenti di incendio, le condizioni e le occasioni che predispongono all’attivazione dell’incendio;
– comunicazioni utente-gestore e gestore-utente, per garantire un punto di riferimento in caso di emergenza per utenti e soccorritori esterni,  fornire strumenti di segnalazione dell’emergenza, disporre di strumenti di allertamento degli utentidisporre di sistemi di comunicazione tra gli addetti del servizio di sicurezza interno per garantire il coordinamento degli interventi;
– misure per l’allontanamento volte a facilitare il trasferimento dalle zone interessate dagli effetti avversi dell’evento incidentale, garantire una adeguata assistenza all’esodoagevolare e assistere le persone coinvolte nell’allontanamento dalle aree critiche fino alle zone di sicurezza relativa;
– misure di contrasto volte a consentire lo spegnimento degli incendi, il contenimento per evitarne la propagazione e l’efficace intervento di enti esterni (VVF, Servizi Forestali, Protezione Civile, Ente Parco, ecc.); dotazioni di baserisorse di primo interventoapprovvigionamento idrico.

Gazzetta ufficiale n 162 del 12 Luglio 2019

 

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